Conto Termico 3.0
Cos’è, come funziona e perché conviene a PA e piccoli Comuni nel 2026
Il Conto Termico 3.0 è il nuovo meccanismo di incentivazione nazionale pensato per sostenere, in modo strutturale e continuativo, gli interventi di riqualificazione energetica e di produzione di energia termica da fonti rinnovabili nel patrimonio pubblico. Introdotto con il Decreto Ministeriale 7 agosto 2025 e operativo dal 25 dicembre 2025, rappresenta oggi uno strumento centrale per ridurre la spesa energetica corrente di Comuni, scuole, edifici sanitari e uffici pubblici.
A differenza delle detrazioni fiscali, il Conto Termico 3.0 riconosce un contributo diretto in conto capitale, che si affianca, e non si sostituisce, ad altri strumenti come crediti d’imposta e bandi specifici, consentendo agli enti pubblici di costruire piani di investimento energetico di medio periodo.
Da Conto Termico 2.0 al 3.0
Il nuovo schema aggiorna e potenzia il meccanismo nato con il DM 28 dicembre 2012 (Conto Termico “1.0”) e poi evoluto nel Conto Termico 2.0, molto utilizzato negli ultimi anni da Comuni e PA per la sostituzione di generatori e la riqualificazione di edifici pubblici. Con il Conto Termico 3.0 vengono ampliate le tipologie di intervento ammesse, rafforzato il ruolo degli enti pubblici e semplificate le procedure di accesso per ridurre il carico amministrativo sugli uffici tecnici.
È prevista una disciplina transitoria: il Conto Termico 2.0 resta applicabile agli interventi conclusi entro il 25 dicembre 2025, a condizione che la richiesta di incentivo sia presentata entro 60 giorni dalla fine lavori. Per i nuovi interventi, invece, si applicano fin da subito le nuove regole del Conto Termico 3.0.
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