Conto Termico 3.0
Una nuova opportunità per Comuni ed enti pubblici.
Per gli enti locali, le scuole, le strutture sanitarie e il patrimonio edilizio pubblico in generale, il Conto Termico 3.0 rappresenta oggi uno degli strumenti più concreti per finanziare interventi di riqualificazione energetica e nuovi impianti termici da fonti rinnovabili. Il nuovo decreto MASE del 7 agosto 2025, entrato in vigore dal 25 dicembre 2025, rafforza infatti la vocazione del Conto Termico verso il settore non residenziale pubblico, con dotazioni dedicate e percentuali di contributo molto elevate per Comuni e Pubbliche Amministrazioni.
Più attenzione a PA, scuole e servizi pubblici
Una delle principali novità del Conto Termico 3.0 è la maggiore specializzazione del meccanismo verso il terziario pubblico, con un’attenzione particolare agli edifici che ospitano servizi essenziali come scuole, municipi, palestre, biblioteche e strutture socio-sanitarie. Una parte della dotazione complessiva (900 milioni di euro annui) è infatti orientata a interventi che riducono consumi, emissioni e costi operativi della Pubblica Amministrazione, migliorando al tempo stesso qualità e comfort degli spazi destinati ai cittadini.
Per Comuni ed enti pubblici gli interventi incentivati riguardano, tra gli altri:
- Sostituzione di vecchi generatori con pompe di calore ad alta efficienza e sistemi ibridi, per riscaldare in modo più efficiente scuole, uffici e impianti sportivi.
- Installazione di solare termico, anche in abbinamento a fotovoltaico e sistemi di accumulo, per la produzione di acqua calda sanitaria in mense, palestre e strutture sanitarie.
- Riqualificazione dell’involucro (isolamento, serramenti, schermature) degli edifici pubblici, con riduzione sensibile del fabbisogno energetico.
- Sistemi di regolazione evoluti, monitoraggio e automazione degli impianti (building automation), per ottimizzare accensioni, temperature e consumi.
Per il terziario pubblico, è richiesto che gli interventi garantiscano specifici livelli di miglioramento energetico (ad esempio riduzioni significative della domanda di energia primaria, dimostrate tramite APE ante e post-operam), in cambio di percentuali di incentivo tra le più interessanti oggi disponibili per interventi di piccola e media taglia.
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