Fotovoltaico, l’anello debole dei connettori in uno studio dei Sandia National Labs

11 Settembre 2025

Un’analisi senza precedenti su 6.276 connettori raccolti da impianti residenziali negli Usa conferma quello che molti operatori già sospettavano: queste componenti sono tra le principali cause di guasti e incendi negli impianti fotovoltaici.

Le cattive pratiche di installazione, insieme a difetti di design, possono moltiplicare i rischi.

Lo studio (link in basso) è stato pubblicato in Solar Energy e firmato da Steven J. DiGregorio, Laurie Burnham e Bruce H. King dei Sandia National Laboratories, uno dei tre centri di ricerca del Dipartimento per l’Energia Usa.

Nella ricerca è stato sviluppato un metodo rapido per esaminare grandi quantità di connettori dismessi, basato su ispezioni visive, misurazioni di resistenza e imaging a raggi X.

Si tratta del primo lavoro di questo tipo condotto su scala così ampia e costituisce la base per un’iniziativa volta a creare un database pubblico sulle statistiche di guasto, anche se va detto che i connettori in questione sono rappresentativi soprattutto dei prodotti disponibili sul mercato Usa (con la California sovra rappresentata) e per il segmento residenziale.

Dall’analisi emergono diversi aspetti interessanti. Tra i difetti più comuni riscontrati ci sono i raggi di curvatura troppo stretti dei cavi, i connettori sporchi e, soprattutto, i dadi allentati, con percentuali rispettivamente del 2,2%, 1,3% e 1,1%.

I dadi allentati risultano molto più frequenti negli assemblaggi effettuati in campo rispetto a quelli di fabbrica. Si osserva che proprio questi errori di installazione si sono rivelati tra i più gravi: nei casi con dadi allentati, infatti, il tasso di guasto critico è arrivato al 41%.

Lo studio ha anche mostrato una correlazione diretta tra corrente operativa e probabilità di problemi. Più alta è la corrente che attraversa il connettore, maggiore è il rischio che la resistenza cresca e che si inneschi un surriscaldamento. Alcuni modelli hanno evidenziato valori particolarmente preoccupanti: oltre il 90% dei connettori che presentavano danni termici mostrava resistenze superiori a 50 milliohm.

Un altro elemento cruciale riguarda la progettazione. La lunghezza di ingaggio tra pin e socket si è dimostrata determinante: quando rientrava nell’intervallo considerato ottimale, i guasti risultavano oltre sei volte inferiori rispetto ai connettori con contatti disallineati. Al contrario, difetti nei meccanismi di ritenuta dei contatti e limiti nella dissipazione termica hanno compromesso in modo significativo l’affidabilità di alcuni modelli.

Senza standard più rigorosi per progettazione, assemblaggio e manutenzione, i connettori continueranno a rappresentare un rischio sproporzionato per l’affidabilità degli impianti FV, è il messaggio che arriva dallo studio.

Per questo i Sandia National Laboratories proseguiranno le indagini su connettori provenienti anche da installazioni commerciali e utility scale, comprese quelle esposte a condizioni ambientali estreme, come zone marine o aree colpite da uragani.

L’obiettivo, si spiega, è costruire un database indipendente e accessibile che possa supportare l’industria nell’individuare le pratiche migliori in termini di design, ispezione e O&M.

Scritto da Clara Sorrentino