Incentivi rinnovabili in Italia: attesi a 9,6 miliardi nel 2025

28 Luglio 2025

I costi derivanti dall’incentivazione delle fonti rinnovabili nel 2024 sono pari a circa 8,9 miliardi di euro, contro i 7,1 mld toccati nel 2023, a cui si aggiungono però 368 milioni di euro per regimi speciali quali ritiro dedicato e scambio sul posto.

La stima è contenuta nella “Analisi degli strumenti di sostegno alle fonti rinnovabili in termini di effetti sulla collettività. Anno 2024”, pubblicata il 24 luglio da Arera con delibera 344/2025/I/efr (disponibile in basso).

Il differenziale tra 2023 e 2024 si giustifica con “l’abbassamento dei prezzi di mercato dell’energia elettrica (che incide sulle feed in tariff e sulle altre tipologie di feed in premium) e l’introduzione dei feed in premium a una via costituiti dai prezzi minimi garantiti per gli impianti alimentati da biomasse, biogas e bioliquidi”, come si legge nella relazione.

Sulla base delle prime stime disponibili per l’anno 2025, inoltre, i costi derivanti dall’incentivazione Fer dovrebbero essere pari a circa 9,6 miliardi di euro, in lieve crescita rispetto al 2024 per effetto dell’atteso aumento della produzione da fonti rinnovabili, secondo l’Autorità.

Guardando al prossimo futuro, dunque, Arera elenca una serie di variabili che potranno incidere su tale andamento:

– riduzione dell’energia elettrica che beneficia degli incentivi sostitutivi dei certificati verdi;

– l’energia elettrica in “feed in tariff”, di cui alla legge 244/07, è stata stazionaria fino al 2024 e sarà in riduzione per effetto del progressivo termine del periodo incentivante per i produttori che hanno ottenuto tale diritto, fino ad azzerarsi nel 2028;

– l’energia elettrica che beneficia dei feed in premium fissi (prodotta da impianti fotovoltaici ammessi ai primi 4 conti energia) è attesa stazionaria fino al 2026 e inizierà a diminuire all’inizio lievemente, poi in modo molto rilevante dopo il 2030 fino ad azzerarsi nel 2033;

– l’energia elettrica che beneficia del V conto energia per impianti FV sarà stabile fino al 2033;

– l’energia elettrica che beneficia dei più recenti strumenti incentivanti (Dm 6 luglio 2012, 23 giugno 2016, 4 luglio 2019, 7 dicembre 2023, 22 dicembre 2023, 19 giugno 2024 e 30 dicembre 2024) è attesa complessivamente in crescita per effetto dell’entrata in esercizio dei nuovi impianti ammessi al beneficio;

– attuazione del Dm Agrivoltaico e del Fer X transitorio (si veda Fer X transitorio, le tariffe sotto 1 MW: fotovoltaico a 77 €/MWh).

Alla luce di questi fattori e al netto di eventuali novità di policy che dovessero incorrere in futuro e dall’incerto sviluppo del mercato energetico, il regolatore ritiene ragionevole attendersi un andamento complessivamente stabile, intorno a 8,5-9,5 miliardi di euro l’anno, del gettito necessario per nuovi impianti a fonti rinnovabili e assimilate fino al 2031, “anno in cui comincerà a risultare evidente il calo per effetto del termine del periodo di diritto dei feed in premium costanti degli impianti fotovoltaici”.

Nella relazione, infine, si evidenzia come nel 2023 la produzione lorda di energia elettrica in Italia sia stata pari a 264,7 TWh, quando le rinnovabili hanno inciso per il 44% (di cui circa il 47% da impianti eolici e fotovoltaici).

Sulla base dei dati preliminari al momento disponibili, scrive Arera, nel 2024 la produzione Fer ha raggiunto un’incidenza sulla generazione totale prossima al 52%.

La potenza efficiente lorda relativa a impianti Fer in Italia è invece pari a circa 66,8 GW nel 2023, corrispondente al 51,3% della potenza efficiente lorda complessiva (130,1 GW).

Sempre sulla base dei dati preliminari disponibili, l’Autorità stima che nel 2024 la potenza efficiente lorda relativa degli impianti fotovoltaici abbia registrato un +6,8 GW, mentre quella eolica +0,7 GW.

Scritto da Clara Sorrentino